Piergiorgio Weiss

Piergiorgio Weiss

La condivisione, l’interdisciplinarietà, il confronto credo siano essenziali per una conoscenza più vera di ogni aspetto del Diritto. Scambiarci esperienze e contaminarci sono convinto siano il miglior modo per renderci più consapevoli e quindi più Liberi.
Eliana Zecca

Eliana Zecca

La società è una rete che per perseguire i propri obiettivi deve evitare gli “strappi”! La "Rete per i diritti", ma, in fondo, anche dei doveri, è un'opportunità di confronto tra professionisti che, con una reciproca contaminazione, desiderano allargare le proprie prospettive, creando insieme qualcosa di buono, da far, sempre più, crescere nel futuro, per rendere la nostra società un posto migliore. È proprio per questo motivo che ho deciso di offrire, con entusiasmo, il mio contributo ad un progetto tanto ambizioso, quanto grande.
Diletta Stendardi

Diletta Stendardi

Partecipo alla Rete dei Diritti perché ne apprezzo i valori fondanti: impegno per la comunità, fiducia e dialogo tra posizioni ed esperienze diverse; e perché rende visibili e crea sinergie tra tante esperienze virtuose della nostra città. Il fatto che le attività della Rete siano partite provando ad ascoltare anche le voci del mondo del carcere mi pare il segno di un impegno serio a riconoscere che quel mondo fa parte della nostra città non meno di altre componenti e con pari dignità. Penso di poter offrire un contributo alla Rete nella riflessione sulla Giustizia Riparativa come spazio di ascolto dei vissuti di ingiustizia e strumento gestione costruttiva dei conflitti.
Ofelia Valentino

Ofelia Valentino

Con entusiasmo sono entrata nella Rete perché trovo sia importante avvicinare i cittadini ad una cultura dei diritti. Per questo vorrei anche spostarmi dal mio principale interesse (minori) e promuovere, con l'aiuto dei miei "compagni di viaggio", anche altri temi. Dalla Rete - e con la Rete - mi aspetto di trovare un modo ancora più diretto e coinvolgente di diffondere le nostre iniziative.
Valentina Boroni

Valentina Boroni

Quello che potrei fare per la Rete non è molto ma mi piacerebbe portare un po' della mia esperienza del mondo equo solidale, di progetti concreti di cooperazione e di integrazione, della mia esperienza con gli studenti nell'avvicinarsi ai diritti fondamentali e anche un po' della mia esperienza professionale nel settore dei diritti della persona in un mondo che cambia.
Martina Flamini

Martina Flamini

Credo che la partecipazione alla Rete per i Diritti sia per me una grande occasione di riflessione, di condivisione di dubbi e di conoscenze. Mi piacerebbe portare la Rete nelle scuole, nelle case famiglia, nei centri di accoglienza, nelle scuole di italiano per gli stranieri. Mi piacerebbe che, attraverso le immagini, la musica, il teatro, lo sport si riesca a mostrare a tutti – cittadini italiani e cittadini di paesi lontani - quanto importante sia lavorare tutti insieme per prenderci cura e tutelare, ciascuno nel suo modo, i diritti che la nostra Costituzione ci ha donato.
Valentina Alberta

Valentina Alberta

Credo in sostanza nella forza della trasversalità della Rete e nella sua non formalizzazione. Credo di poter contribuire nei settori a me più famigliari (diritti delle persone sottoposte a processo e in espiazione di pena) ma sto scoprendo tanti altri diritti rispetto ai quali vorrei potere in futuro dare un maggiore contributo. Vorrei per il futuro della Rete i medesimi binari (trasversalità e informalità) ma anche maggiore estensione delle maglie della rete in ambiti più esterni agli operatori del diritto. Credo soprattutto nei progetti che coinvolgano gli studenti.
Emiliano Michelutti

Emiliano Michelutti

Mi aspetto che la Rete, partendo da alti spunti sul tema dei diritti, sia in grado, sempre, di scendere nell'esperienza, analizzando le varie facce della società e divenga vero 'ponte di occasioni' che unisce persone, storie e professioni differenti. In una 'miscellanea' umana e di competenze che, per quanto mi riguarda, deve essere il vero elemento di forza e di novità del messaggio.
Lucio Camaldo

Lucio Camaldo

Ho conosciuto la Rete dei diritti tramite l’amica Federica Brunelli e sono rimasto immediatamente colpito e affascinato da un gruppo eccezionale di magistrati, avvocati, mediatori e altri professionisti, che con instancabile impegno ed elevata capacità organizzano numerose occasioni di riflessione e di approfondimento su molteplici temi di particolare importanza e attualità, che sono rivolti non soltanto agli esperti del settore giuridico, ma all’intera collettività, nell’ottica della conoscenza, dell’ascolto e del confronto sui diritti fondamentali.
Ilaria Mazzei

Ilaria Mazzei

Dalla Rete mi aspetto iniziative, incontri culturali, approfondimenti, ecc. con particolare attenzione agli aspetti della fragilità e dell’inclusione. Il mio contributo alla Rete è nella partecipazione all’organizzazione di occasioni di incontro tra le diverse realtà milanesi per contribuire ad arricchire il confronto e la riflessione su temi sociali, coinvolgendone direttamente i protagonisti. 
Stefano Simonetta

Stefano Simonetta

Ai miei occhi la Rete è occasione per costruire ponti civici, che superino e rendano sempre più superflue le barriere
Alessandra Angelelli

Alessandra Angelelli

Vorrei continuare questo percorso con la rete per condividere le mie esperienze ed imparare da quelle altrui. In futuro mi piacerebbe contribuire ad iniziative anche più socialmente concrete per diffondere i pensieri della rete ad un pubblico sempre più ampio.
Alessandra Naldi

Alessandra Naldi

Non so ancora bene cosa sia la Rete per i Diritti e non so cosa può diventare... per ora ci vedo un sacco di belle persone che si incontrano per ragionare, confrontarsi e cercare di fare qualcosa di buono su temi che mi stanno particolarmente a cuore, come quelli del carcere, dell'accoglienza e dei diritti umani. Insomma, non so cosa sarà tutto questo ma sono molto felice di farne parte.
Giuseppe Berti

Giuseppe Berti

Posso mettere a disposizione della Rete per i diritti le mie competenze e conoscenze nell’ambito del mondo lgbti+. In particolare, sono disponibile a proporre temi nell’ambito dei diritti lgbti+ e organizzare i relativi eventi. Vorrei raggiungere quella parte della cittadinanza che non frequenta i tribunali o i convegni. La Rete per i diritti, grazie alle diverse professionalità e competenze, può svolgere un importante ruolo per la promozione e la difesa dei diritti.
Veronica Montagnese

Veronica Montagnese

Il mio contributo alla rete sarà la condivisione di esperienze dirette con i migranti e delle loro storie, dei loro vissuti nei paesi di origine come in quelli di destinazione. Mi aspetto che la Rete sappia incuriosire e stimolare l'interesse per i diritti, coinvolgendo la cittadinanza attraverso focus group, dibattiti e momenti di formazione e scambio.
Nicola Pietrantoni

Nicola Pietrantoni

Vorrei che la Rete diventasse uno spazio ideale, senza etichette e senza confini, instancabilmente proiettato a condividere idee e contenuti reali, in grado anche di costruire o rafforzare una concreta coscienza collettiva. Vorrei offrire il mio contributo alla necessaria e urgente riflessione sul tema dei diritti e della loro tutela, anche attraverso la ricerca e la condivisione di altri punti di vista qualificati, nella prospettiva di un percorso dinamico, costruttivo e, dunque, di crescita “per la Rete” stessa.
Giovanna Ichino

Giovanna Ichino

La Rete può svolgere un ruolo importante nell'informazione e nella crescita culturale della società civile su queste tematiche e sulla tutela dei diritti. Confido che dall'incontro e dall'impegno concreto di differenti professionalità che operano nella società civile e nel mondo della giustizia possano nascere spunti efficaci per una maggiore tutela sostanziale dei diritti e della legalità e sono quindi molto contenta di poter dare il mio contributo in questa direzione.
Ilio Mannucci Pacini

Ilio Mannucci Pacini

Rete a maglie larghe o con intreccio fitto? La Rete sta infittendo l’intreccio, ma rimane una non struttura, senza né capi, né coda, nessuna fedeltà alla linea, una linea che non vogliamo ci sia.
Emanuele Mancini

Emanuele Mancini

Per il tramite della Rete per i Diritti e dei suoi incontri mi auguro che possa diffondersi tra la cittadinanza un senso di maggior appartenenza e solidarietà civica. Dalla Rete, invece, mi aspetto – tenuto conto delle qualità e delle professionalità che la compongono – una elevata capacità di approfondimento delle tematiche affrontate unitamente alla gratuità e al totale disinteresse personale dell’impegno offerto da chiunque vi partecipi, garantendo così davvero un ampio coinvolgimento sociale e l’affermazione di un nuovo e contemporaneo concetto di polis.
Federica Brunelli

Federica Brunelli

La Rete per me rappresenta uno spazio di crescita del pensiero e un’occasione per coltivare un progetto culturale. Pluralità di discorsi, ascolto e rispetto reciproco hanno fino a ora rappresentato il nostro modo di stare insieme, un incontro fortunato pieno di vita. Alla Rete offro le mie competenze e il mio impegno con il desidero di continuare a pensare il futuro con gli altri.
Franca Pelucchi

Franca Pelucchi

Con la Rete mi piacerebbe sviluppare una più capillare presenza nelle scuole e nelle comunità territoriali cercando di favorire una partecipazione più attiva. I temi trattati fino ad adesso sono importanti e andranno approfonditi ma ritengo che sia importante riflettere sulle modalità per permettere una diffusione in ambienti anche meno “formali”. Presentazioni di libri, di film e di altri “canali” comunicativi credo dovranno essere mezzi preziosi per diffondere la “cultura” dei diritti.
Francesca Brocchi

Francesca Brocchi

Per me la Rete è un’occasione di risveglio culturale della nostra città, mettendo al centro i diritti di tutti e ciascuno, favorendo l’incontro tra persone, anche apparentemente distanti, e la nascita di nuove connessioni sociali tra individui che hanno a cuore la “polis”
Elena Masetti Zannini

Elena Masetti Zannini

Vorrei che la Rete per i diritti potesse diventare la voce di tutti, una grande cassa di risonanza, un megafono in cui la voce di ciascuno possa arrivare il più lontano possibile ed al maggior numero di persone, a prescindere dal sesso, dalla razza, dalle opinioni politiche, dalla religione, dall'orientamento sessuale, dando così vita a nuovi stimolanti progetti che possano contribuire alla crescita della società civile. Nelle scuole, nelle Università, nelle carceri, nei centri di accoglienza, nei quartieri più stigmatizzati, nei luoghi spesso dimenticati e "meno privilegiati", è lì che la Rete, con le forze di ciascuno, può e deve farsi sentire.
Filippo Cardaci

Filippo Cardaci

Che cosa posso fare per la Rete e dove potrebbe dirigersi la Rete? In realtà non lo so. Forse posso provare a condividere un pezzo della mia storia; mi piacerebbe raccontare e farmi raccontare punti di vista diversi; vorrei mettermi in gioco per fare informazione (e formazione?) e per cercare organizzare eventi culturali sui temi dell'immigrazione.
Chiara Valori

Chiara Valori

Partecipo alla Rete per i Diritti perché - accogliendo anche la prospettiva dell'altro - riusciamo a costruire una nuova consapevolezza, fondata sul rispetto e sul dialogo. Metto a disposizione tempo, competenze e voglia di confrontarmi.
Margherita Pisapia

Margherita Pisapia

Della Rete ho da subito apprezzato la capacità di parlare di diritti in maniera semplice, diretta e comprensibile, perché i diritti possono e devono vivere nella quotidianità di tutti. Credo che il confronto di idee e esperienze diverse possa essere un'occasione per elaborare risposte e modelli positivi di società civile. Mi piacerebbe contribuire in questo senso mettendo a disposizione le mie competenze e condividendo le mie esperienze.
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